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La "Liquid History" del bartender Salvatore Calabrese

#barhistory 04 dicembre 2014

La "Liquid History" del bartender Salvatore Calabrese

Il barman italiano più famoso al mondo, ha fatto del suo lavoro un'arte inventando Liquid History e un cocktail con 630 anni di storia in un bicchiere

“Il bar è teatro. Quando entri devi provare un’emozione. Un brivido. Devi sentire che quello è il tuo posto.”

Salvatore Calabrese, per tutti "The Maestro", è considerato la rockstar del mondo mixologist. Italiano doc, cresciuto a Maiori sulla costiera Amalfitana, ha iniziato a lavorare a undici anni nel prestigioso Hotel Reggina imparando quella che, secondo lui, è la prima regola fondamentale di ogni bartender: l’ospitalità. Trasferitosi successivamente a Londra ha poi trovato la sua strada e la sua fortuna. Dopo aver iniziato come barman al Dukes Hotel ebbe un’ispirazione o, se vogliamo, un lampo di genio guardando un antico ritratto del duca di Wellington a cui era dedicato l’Hotel: voleva vendere distillati di cui si potesse raccontare una storia, servire al cliente superalcolici da collezione.

Inventò la "Liquid History", l'arte di preparare un cocktail utilizzando prodotti d’epoca. Dopo molte ricerche, sacrificio e lavoro, oggi il Maestro è proprietario di un noto club a Londra, il “Salvatore’s” situato all’interno dell’esclusivo Playboy Club.

La sua cantina vanta una collezione ricercatissima di liquori antichi e pregiati, tra cui la prima bottiglia comprata ad un asta, un cognac Hine del 1914, l’anno della Grande Guerra che vende a 25 sterline al bicchiere.
Il Salvatore’s Legacy, uno dei suoi miscelati più famosi, è entrato nel Guinness World record come cocktail più costoso al mondo, un mix di distillati che in totale raggiunono ben 630 anni di storia. Il prezzo? Soltanto 5500 sterline, più o meno 6770 euro, uno sfizio che non tutti possono permettersi.

Tra i clienti più famosi di Salvatore Calabrese ci sono Mick Jagger, Ron Wood e Steve Wonder e il bartender italiano ha anche avuto l'onore di organizzare un party in onore della Regina. Se come dice lui, quello che conta è il sorriso e l’atmosfera che riesci a creare nel tuo locale, di sicuro deve aver fatto colpo su Steve Wonder che, dopo aver bevuto una sua preparazione, ha regalato agli spettatori un mini live salutando il proprietario con un cenno dicendogli “da artista a artista”.

Oggi Calabrese, tra un evento mondano e un libro diventato in breve tempo un bestseller, continua a dirigere con successo il suo locale confermandosi un punto di riferimento per tutti i bartender di successo.

Ricetta del Saltavore’s Legacy

40 ml di Vieux Cognac du Griffer del 1788
20 ml di kummel (distillato di cumino) da una bottiglia del 1770
20 ml di Curacao Orange Dubb del 1860
e, per finire, qualche spruzzo di Angostura del 1915

Cheers!

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