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Florence Cocktail Week, Day 2: Campari Academy tra le stelle

Con l’alba ormai a un passo, Monica Berg salutava Firenze alla sua maniera: camminando a basso volume con il naso all’insù, nel deserto da favola di Piazza della Signoria che faceva eco ai passi e alle voci. Un giorno e mezzo che è sembrato durare poche ore, quelle di una masterclass magnetica, un guest shift di eleganza psichedelica e soprattutto una versata ininterrotta di convivialità eccellente. Storie nelle storie, una in fila all’altra come le sale dell’hub che Campari Academy ha creato al The Stellar per la Florence Cocktail Week: fu un granaio militare voluto da Cosimo de’ Medici, quasi cinquecento anni fa, poi recuperato e restaurato da investimenti importanti e mentalità che guarda al futuro. Considerando i protagonisti della settimana, non ci sarebbe stato nome più adatto.

Due anime, più che fuse si direbbe tenute per mano: è buio mentre Monica sfiora il David di Michelangelo, ma al pomeriggio raccontava del suo universo a Londra, il concentrico Tayēr+Elementary aperto con il compagno Alex Kratena. “Un bar egoista, perché lo abbiamo creato pensando a come avremmo voluto fosse il bar perfetto per noi, prima ancora che per gli ospiti”, consacrato in ogni caso a meraviglia esperienziale grazie a dedizione e visione straordinarie. Elementary è l’essenziale, il meglio assoluto di quello di cui non si può fare a meno, nulla di più; Tayēr è l’impossibile che diventa possibile, l’inaspettato che conserva la magia e la proietta nel domani. Sono due anelli legati l’uno all’altro, diversi ma simbiotici, che pur mantenendo identità fortissime, vanno avanti sugli stessi binari e con lo stesso staff.

Monica scandisce la sua filosofia di lavoro e di vita, che gira su poche e meravigliose idee: bellezza, impegno, obiettivi, è un’ora e mezza di spunti diretti e potenti, nella masterclass Business of Bars. Il bar vissuto, giustamente, come veicolo per ottimizzare i guadagni, ma anche come opportunità per avere un impatto sulle persone, da entrambi i lati del bancone: “Prima di creatività e mixology, ci sono organizzazione, metodologia, ordine. Dobbiamo chiederci il perché di quello che facciamo, per arrivare a capire come poter dare un contributo a chi lavora con noi o viene a trovarci”. Tayēr+Elementary rivive nelle slide e nei ricordi, mesi di lavoro e progettazione che si sono poi tradotti in un bancone unico al mondo, in spazi pensati come abiti sartoriali per bartender e amatori dello star bene. Produzione di homemade ed educazione del team, analisi del menu e ingegneria logistica: miscelazione di ingredienti e pensieri, con la platea che tace e sogna.

È l’ultima voce ascoltata al pomeriggio, la prima a illuminare il bancone del The Stellar alla sera, per una guest night che è in realtà tappa di partenza di un giro che la porterà nel suo vero universo. Sala gremita, poi però si lavano bancone e attrezzi (“Per essere il miglior bar del mondo, devi essere il bar più pulito del mondo, il più sicuro del mondo, il più ordinato del mondo”) e si esce in strada: San Frediano è un calderone che non vede l’ora di accogliere Monica, fonte d’ispirazione quando in pedana, amica del cuore quando compagna di conversazione. Sono volti e sorrisi già visti ad ascoltare durante la lezione, altri che la sera precedente si emozionavano a salutarla appena arrivata; un bar dalle due anime, che attraverso chi l’ha creato dà un contributo alle anime del bar, fosse anche solo con grazie e un arrivederci. Si va via dall’ultimo speakeasy: dentro è musica ad alto volume, fuori è silenzio di ore piccole. Due anime, appunto. “Grazie a Campari Academy per avermi permesso di esserci”. Grazie a te per esserci stata.

a cura di Carlo Carnevale

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