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Florence Cocktail Week: il calendario stellare di Campari Academy

Di cupole, d’arte e miscelazione. Di blu creato dalla mente di un visionario, e di rosso come il prodotto icona dell’aperitivo e dello star bene. L’onda del bere consapevole e di qualità, imbevuta di contributi eccellenti e di tradizione, torna a scorrere per le vie di Firenze: la sesta edizione della Florence Cocktail Week è alle porte, caratterizzata dal nuovo colore tematico (inventato dal pittore Yves Klein negli anni ’60) e dalla importante presenza di Campari Academy.

Come per ogni edizione, sarà un susseguirsi di incontri dedicati ai bar (quarantacinque quelli aderenti) e ai bartender, che finalmente tornano a essere templi e protagonisti dopo i durissimi tempi trascorsi. Programma fittissimo di masterclass, guest shifts e occasioni di scambio, per continuare a confrontarsi e crescere, godendo appieno della conoscenza dei professionisti più esperti, dell’autenticità dei prodotti di Campari Group e della possibilità di condividere del tempo con altri appassionati, sempre rispettando le regole.

Campari Academy sarà a Firenze con un calendario di livello assoluto, valorizzato dagli incontri con i docenti interni e con gli ospiti italiani e internazionali presenti: tornerà Monica Berg, finalmente in presenza. Dopo la splendida masterclass online dello scorso mese, la persona più influente del mondo del bar (eletta da Drink International nel 2021) terrà una doppia seduta incentrata sull’aspetto manageriale del bar: Business of Bars è il tema dell’intervento previsto per il pomeriggio del 21 settembre, prima di spostarsi al bancone del The Stellar, nel quartiere più cool di Firenze, San Frediano, che sarà il feudo di Campari Academy dal 21 al 23 settembre.

Poi multicultura e futuro: dal Two Schmucks di Barcellona, classificatosi ventiseiesimo nell’ultima lista dei 50 Best Bars, arriverà il co-fondatore Moe Aljaff. Trentun anni, di famiglia mediorientale, cresciuto in Svezia e infine approdato sulla rambla, dopo una vita trascorsa tra fiordi scandinavi, canali di Amsterdam, caos della Thailandia: una combinazione di esperienze che lo hanno portato in Spagna a trovare una nuova casa: “Una città perfetta, sempre in movimento, che offre mare, montagna, vita sociale nel giro di pochi chilometri. E dove la scena della miscelazione sta costantemente alzando l’asticella”. La chiusura forzata ha portato Aljaff e il suo team a guardare avanti, fino all’apertura di Fat Schmuck, con maggiore orientamento sul food: “È quello che forse manca nel sud Europa: un programma beverage che integri i grandi ristoranti. Noi proviamo così, nel nostro piccolo”.

Moe sarà protagonista di una guest shift il 22 settembre: si parlerà di identità, coerenza e tecnica. “Un bar dovrebbe rispecchiare le idee e i sentimenti di chi lo vive. Se si è appassionati di surf e si sposa una cultura alternativa, non ha senso aprire uno speakeasy: significa raccontarsi una bugia, mostrare un’immagine non veritiera di sé. E al bancone, è importante guardare a metodologie e soluzioni innovative: carbonatazione e drink alla spina, ne abbiamo tenuti in carta dieci e in tempo di pandemia avevamo uno staff con solo due bartender. Ci ha salvato la vita”. E adesso che si può guardare a una nuova normalità? “Gli ospiti non vedono l’ora di tornare a riunirsi: la componente sociale e soprattutto fisica di un bar è inestimabile. Lavorare da remoto e online ha aiutato, ma nulla può essere paragonato al calore umano”.

Il Floreal, pochi passi più in là, sarà invece il palcoscenico di Giacomo Giannotti il 23 settembre: da Massa Carrara fino alla top 20 dei migliori bar del mondo (numero 19 nel 2021) con il suo Paradiso, sempre a Barcellona. Un secret bar a tinte anni ’40 (“l’ingresso è nascosto, ma c’è un frigorifero sospetto…”), con un’attenzione senza paragoni alla sostenibilità e al futuro: l’ultimo progetto del bar riguarda il riutilizzo degli scarti organici, che vengono ricomposti con altri elementi biologici per creare sottobicchieri o vassoi sostenibili. Sarà il focus della masterclass pomeridiana: “È lo sforzo da fare oggi, guardando al domani: parleremo di sostenibilità, ottimizzazione delle materie prime e soprattutto di creatività. Il nuovo menù del Paradiso è nato durante il lockdown, è stata una sorta di reazione d’immaginazione a quella situazione così difficile. E ci ha portato a realizzare intuizioni mai sperimentate prima nel mondo”. Una su tutte: una nuvola, vera e propria, come garnish di un drink. E poi il concetto di fluidità: “Adattarsi non vuol dire snaturarsi: adesso che si può tornare a una realtà positiva, chi saprà dimostrare più duttilità, per rispondere alle nuove richieste senza perdere di identità, avrà vinto”.

Campari Academy sarà poi di scena con il proprio team eccellente: Corey Squarzoni, Campari Bartender of the Year nel 2020, discuterà di zero waste in un doppio appuntamento, diviso tra teoria e pratica: alla masterclass vera e propria seguirà infatti un laboratorio attivo, dove quanto descritto in mattinata potrà essere applicato con preparazioni homemade e miscele in chiave di ottimizzazione delle risorse. Alessandro Pitanti, Master Bartender di Campari Academy, invece, sarà in cattedra il 21 settembre per un approfondimento sul mondo Cinzano, che vedrà coinvolti altri bartender selezionati e coinvolti per realizzare ricette; il giorno dopo si parlerà invece del futuro dei classici: Rethink Aperitivo è una nuova interpretazione di proposte che hanno fatto la storia dell’aperitivo. Nuove ricette, comunicazione efficace, presentazione in drink list. Un processo di reimpostazione creativa, per capire come riportare in chiave moderna le pietre miliari di un rito tipicamente italiano”. Sarà di scena anche la new entry del team Campari Academy: Marianna Di Leo, brand ambassador Espolòn, per presentare la sua masterclass “Espolòn Tequila: Spirito Messicano, Anima Creativa”, il 22 settembre. Il Campari Academy Coordinator Luca Casale, insieme al brand ambassador Wild Turkey Aldo Bruno Russo, parlerà invece di Bourbon Intelligence il 23 settembre.

Una piattaforma che si conferma appuntamento fondamentale nell’anno del beverage, resiliente alle difficoltà è sempre all’avanguardia per progetti e filosofia: la creatura della fondatrice Paolo Mencarelli, una “visionaria, ma penso si tratti solo di essere attenti al consumo del futuro”. Non a caso, le drink list dei locali coinvolti prevederanno proposte analcoliche, per permettere alle famiglie e alle nuove generazioni di amatori di avvicinarsi alla cultura del consumo consapevole: presente quindi The Note Collection, la nuova linea alcohol free di Campari Group, nelle sue varianti Bitter, Vibrant e Hidden. Dal 20 al 26 settembre si torna quindi a Firenze per imparare, ritrovarsi e pensare al domani: Campari Academy, come sempre, sarà in prima linea.

a cura di Carlo Carnevale

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