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Joy Spence, la donna del rum, simbolo della Giamaica indipendente

Wi likkle but wi tallawah. Piccola per estensione, ma sconfinata per ricchezza di qualità e cultura, la Giamaica festeggia oggi il suo Independence Day, il giorno di cinquantanove anni fa in cui il Parlamento locale dichiarò ufficialmente la propria indipendenza dal regime coloniale inglese. Xamayca, che in lingua Taino, quella dei primi popoli caraibici, significava terra ricca di fiumi e foreste: bellezza fuori dall’ordinario, rigogliosità di natura, profondità di valori umani. Così folgorante da attirare visitatori da terre vicine e lontane, e così orgogliosa del suo nuovo inizio nel 1962, quando votò nel referendum popolare per diventare una nazione indipendente.

Neanche tre milioni di abitanti, che però trasudano rispetto e passione per una nazione nei cui colori si riconoscono eccellenze trasversali in qualsiasi campo: dalle immortali liriche di Bob Marley, ai record che Usain Bolt,Veronica Campbell-Brown e Asafa Powell hanno ridotto in polvere, correndo più veloce di quel vento che li accarezzava da bambini sulle spiagge dell’isola. Una terra di abbagliante bellezza naturale: sinuosa come le sue macchie di foresta tropicale, audace e vera come la sua gente, ipnotica e piena di storie come il ritmo e il suono della sua musica interiore. Non è un caso se è qui che viene prodotto uno dei rum più apprezzati al mondo, e se a disegnarne le evoluzioni e le emozioni è appunto una donna che ha fatto la storia.

Joy Spence, come ama dire lei stessa, ha “sfondato il tetto di vetro che copriva il mondo della distillazione”. Nel 1997 è diventata la prima master blender donna nel settore degli alcolici quando Appleton Estate le ha affidato le chiavi della sua tradizione. Già laureata in Chimica (manco a dirlo, con il massimo dei voti), si era divisa tra cattedra e ricerca in Giamaica e Inghilterra, dove aveva conseguito un master in Chimica Analitica alla University of Loughborough: nessuno, prima o dopo di lei, ha mai ottenuto un punteggio finale così alto, nella storia dell’ateneo. Entrare in Appleton Estate fu la svolta della sua vita: “Iniziai a lavorare a stretto contatto con il master blender di allora, Owen Tulloch. Devo a lui la mia passione per la produzione di rum”.

La definisce un’arte, che in quanto tale va approfondita, capita, probabilmente anche un po’ sofferta: “Owen fu il primo a intuire il mio talento organolettico, la capacità di identificare gli aromi: trascorsi i successivi sedici anni sotto la sua guida, facendo esperienza anche sotto il lato artistico, affinando le mie capacità sensoriali e il controllo di note e sapori”. Sognava di diventare una scienziata, ma nel destino aveva scritto un futuro che adesso la vede come prima rivoluzionaria in un settore di cui è diventata punto di riferimento: “Spero oggi sia chiaro che nel mondo della distillazione c’è spazio per noi donne. E ai più giovani vorrei far comprendere che scienza e arte, nella distillazione, vanno di pari passo“.

Creare un distillato richiede infatti un equilibrio sottile tra quello che è certo e quello che è istinto: nel rum a maggior ragione, perché forse in nessun altro prodotto si trova una tale commistione di regole e ispirazioni. “Nel fare rum è quasi difficile distinguere dove terminano i calcoli e inizia la visione. Serve profonda comprensione di chimica e di analisi sensoriale, per iniziare. È molto importante avere il controllo di ogni aspetto del processo produttivo: in Appleton Estate usiamo l’espressione cane to cocktail, dalla canna al drink, per descrivere il nostro percorso, dalla produzione della melassa, fino all’imbottigliamento. In generale il contesto dove si lavora è una delle chiavi da conoscere fino in fondo”. Joy scandisce un termine al tempo stesso chiarissimo e complesso: terroir.

Uno dei motivi d’orgoglio più profondi, che la Giamaica celebra oggi, e sempre: l’unicità del rum giamaicano si cela proprio dalla fusione di suolo, clima, persone e abitudini che si tengono per mano in questo spicchio di Caraibi. Appleton Estate è prodotto nella Nassau Valley, un sorriso scolpito nella Cockpit Country, nel cuore della nazione: “Ogni nostra release è figlia di ciò che la nostra terra ci regala, dal suolo ricchissimo fino all’acqua calcarea del Black River, un mix che non ha eguali”. Uniche anche le caratteristiche della produzione di Appleton Estate: soprattutto, l’invecchiamento tropicale, tre volte più veloce degli spiriti invecchiati in climi più freddi, grazie all’intrinseco intreccio di temperature, venti e natura. Ogni bottiglia è un assaggio memorabile di Giamaica.

Oro, verde e nero, i colori della bandiera giamaicana sono la fotografia dell’abbondanza di natura e bellezza che pervade ogni centimetro dell’isola, che siano le vette delle Blue Mountains o le spiagge del mar delle Antille. Il rum è una delle espressioni di eccellenza del paese e Appleton Estate è stata orgogliosa di mostrare i suoi nettari premium giamaicani al mondo: “Da sempre cerchiamo di instradare il consumatore verso standard più alti, e sull’eliminazione di preconcetti: il rum può essere degustato liscio, come un whisky o un cognac, e percepire l’entusiasmo che oggi è comune a tutti gli appassionati, ci soddisfa”.

Chi guarda alla Giamaica, infatti, cerca oggi un’offerta premium che Appleton Estate garantisce grazie a un sistema di coinvolgimento pressoché totale: “Siamo stati fautori della crescita della categoria dei premium rum, proprio grazie a tutto quello che vi gravita intorno, dalla comunicazione tecnica alla divulgazione del lavoro in distilleria, sempre alla ricerca delle più alte vette d’eccellenza”. Non a caso, lo scorso anno è stata lanciata la Hearts Collection, per la quale Joy ha collaborato (“per la prima volta nella mia vita”) con Luca Gargano, collezionista ed esperto mondiale: una serie a edizione limitata di tre rum single marque appositamente selezionati dalle riserve Appleton Estate (annate 1994, 1995, 1999), per un’esperienza sensoriale impossibile da riprodurre.

Sono intuizioni, dettagli che ai più rimangono impercettibili ma che per chi è artista, scienziata e pioniera, diventano lasciapassare per trionfi senza soluzione di continuità. Appleton Estate continua a dimostrare di essere più forte del tempo, a dominare le liste dei desideri degli appassionati. Il segreto? “Innovarsi sempre. Gli appassionati cercano novità, sia per varietà che per modalità di consumo. E noi siamo in prima linea, sempre. Appleton Estate ha il portfolio di rum più diversificato sul mercato, dai liquidi di miscelazione perfetti alle etichette di degustazione nobili – e mentre gli standard per le produzioni di rum variano da una regione all’altra, Appleton Estate si impegna a cercare l’eccellenza nel suo processo di produzione per offrire una superba espressione della Giamaica al mondo. Perché in fondo molto spesso è rimanendo fedeli a se stessi, che si procede verso l’avanguardia.

Giamaica che quasi sessant’anni fa divenne indipendente e che oggi, forse più che mai, è un esponente di eccellenza nel mondo del rum. E il futuro pare promettere benissimo: “La categoria dei rum invecchiati premium è in rampa di lancio ed è forse la prossima categoria di distillati a poter decollare. Si beve meno, ma si beve meglio, e origine e invecchiamento sono fattori importanti, insieme ovviamente alla qualità. Serve continuare a educare un consumatore già di suo piuttosto esperto, ma il rum giamaicano sta assumendo una posizione di mercato ormai simile al whisky o al cognac. Ognuna delle nostre Limited Edition va sold out in un attimo, e le nostre ultime Appleton Estate 15 Year Old Black River Casks e 21 Year Old Nassau Valley Casks sono tra le preferite dei bevitori di whisky. Sono rum che dimostrano fino in fondo l’eccellenza giamaicana e il meglio dei nostri prodotti, che siamo orgogliosi di condividere con il mondo”.

Joy Spence ha fatto la storia di un’azienda che continua a scrivere pagine importanti della propria, e della storia del rum. Ha dato speranza a chi vorrà seguire i suoi passi, esempio a chi credeva non fosse possibile, carattere e identità ai prodotti di Appleton Estate, icona di rum eccellenti nel mondo. Ed è arrivata a essere simbolo di Giamaica, che onora e rappresenta con ogni suo sforzo. Il rum perfetto per celebrare l’Independence Day? “Appleton Estate 21 Year Old Nassau Valley Casks, al tramonto, da degustare durante due ore di traversata in canoa sul Rio Grande”. Wi likkle but wi tallawah: quanto è vero.

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