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World Bourbon Day: Wild Turkey e il distillato dal carattere infinito

Infinite. Devono essere apparse così, ai coloni che dall’Europa sbarcarono nel Nuovo Mondo, le praterie e le distese del sud degli Stati Uniti. Incontaminate, selvagge: lo scenario ideale perché le paure e i desideri di chi cercava una nuova casa, potessero esplodere. E soprattutto ricchissime, d’acqua, di potenziale e di futuro. Arrivarono dalla Gran Bretagna, in larga parte da Scozia e Irlanda, ignari forse, di star per contribuire alla costruzione di una nazione florida e potente.

Infinita dev’essere stata la mancanza che i nuovi pionieri avranno sentito, ripensando alle loro origini: anche le terre da cui erano partiti erano rigogliose e grezze, fatte di colline, declivi, costa, mare. Portarono con loro una sterminata quantità di sogni, ripiegati accanto ad abiti e tradizioni. Guardare al futuro dava loro forza, ma non sarebbe stato certo possibile senza il calore degli usi del passato. E nel passato, già da secoli, scozzesi e irlandesi avevano sempre distillato.

Infinita fu la lungimiranza di quegli uomini e quelle donne, che non trovando il loro prediletto orzo, fecero tesoro del glorioso mais indigeno, figlio di millenni di coltivazioni che dal Messico arrivarono fino ai nativi. Maree dorate attraverso le quali correre e perdersi, raccolte e fatte fermentare grazie all’acqua purissima di fiumi ruggenti, gli stessi che saranno la strada maestra per il commercio e i viaggi.

Poi la distillazione, perfezionata dagli insegnamenti del tempo, che insieme alla nostalgia ricordò ai coloni i profumi di casa e andò a incastonarsi nella storia: per tentare di ricreare le sensazioni torbate degli scotch originali, ormai lontanissimi, vennero carbonizzate le botti costruite con l’abbondante rovere locale. Fu il timbro perfetto sul bourbonnome regale e dinastico, che vuol dire cultura e qualità ed è protagonista, oggi, del World Bourbon Day. 

Infinito è l’orgoglio familiare che fin dagli albori ha marchiato la storia del bourbon, eletto (e disciplinato) nel 1964 come prodotto americano per eccellenzacentinaia furono i padri, i figli e i fratelli che fondarono distillerie a partire dalla fine del diciottesimo secolo, tramandando metodi e segreti. Se alcuni nomi sono scomparsi, e altri inglobati dal potere di aziende moderne, c’è chi rimane alla salda guida di una realtà ormai divenuta leggendaria. 

Infinita è infatti la mole di nozioni e passione trasmessa da Jimmy ed Eddie Russell, padre e figlio decani della distillazione statunitense e mondiale, entrambi membri della Kentucky Bourbon Hall of Fame. Oltre novant’anni di attività complessiva a tenere le redini come Master Distillers di Wild Turkey, capitani coraggiosi, esploratori del gusto contemporaneo nel credo dell’identità e della storia.

Infiniti sono i risvolti di emozione e gusto contenuti nella gamma Wild Turkey, fedele alle lavorazioni della tradizione ma proiettati nel domani, tanto da confermarsi preferita dai bartender, di fatto i primi veri consumatori abituali, e prima scelta per i nuovi appassionati. Dal sorso iconico dell’etichetta classica, passando per l’esplosione brillante di Longbranch, in collaborazione con il Direttore Creativo e appassionato di bourbon Matthew McConaughey; fino all’ultimo gioiello rilasciato, il Russell’s Reserve 10 Anni, selezione esclusiva e senza compromessi delle migliori botti scelte dalla famiglia Russell.

Infinite, in fondo, sono anche le vie con cui il bourbon Wild Turkey regala un’esperienza indimenticabile.

Articolo a cura di Carlo Carnevale

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