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Appleton Estate: i nuovi capitoli di una storia senza tempo

Si può vivere una storia, scrivendo la Storia. A volte in realtà è il contrario, ma alla fine del viaggio conta poco. E quando la storia si svolge sulle note della qualità e dei valori, il viaggio non finisce mai, ma si compone di passi ognuno migliore del precedente. Appleton Estate racconta di oltre due secoli e mezzo di passione e qualità dalla Giamaica, eppure non smette di trovare le chiavi per cambiare il mondo del rum e della distillazione in generale: la firma, inutile dirlo, è della pioniera per definizione, Joy Spence, che nel 1997 diventava la prima Master Blender donna di sempre. 

I capitoli sono numeri sfalsati, stemmi di anni d’invecchiamento che equivalgono a nomi, idee, visione. Basterebbe chiamarli così, con quella cifra che li scolpisce nell’immaginario degustativo, per ritornare con i ricordi ai sentori e alle sfumature che ne definiscono i contorni. Eppure, a ogni etichetta, a ogni pagina corrisponde un nome vero e proprio, che rievoca motivazioni e momenti: Appleton Estate ha inserito due nuovi atti nell’infinito romanzo della sua tradizione, andando a riempire quei pochi spazi bianchi che ancora aspettavano di essere completati, rinfrescando inoltre la rilegatura con un packaging più snello e un logo contemporaneo. Si garantiscono così una gamma di inarrivabile qualità e un’esperienza di rarissima eleganza. 

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Reserve 8 anni è la prima novità, l’introduzione, la nuova gioventù già pronta a guardare oltre con l’inserimento dell’invecchiamento minimo garantito. La bellezza sfrontata che si scalda con un ingresso dolce e una scorza d’arancia che invoglia palato e cuore a scoprire di più: “Un segnale importante, un livello altissimo già da subito“, secondo il rum runner Marco Graziano. “La complessità aumenta, cambiano i colori del blend. Il profilo è marcato, asciutto, già interessante in degustazione, perfetto in miscelazione in classici da rivisitare*”. È il preludio a uno dei passaggi portanti del racconto, un must già riconosciuto dai lettori (o meglio, bevitori) più avidi e consapevoli: Rare Cask 12 anni, legno tostato, affumicatura vellutata, “un’esplosione da piccante a speziato, un giro ampio tra tutte le emozioni che Joy Spence è in grado di suscitare”. A metà del libro non si riesce già più a smettere di continuare. 

Con la stessa curiosità e voglia di conoscere che ha portato Appleton Estate nell’Olimpo della distillazione: “Un’azienda giamaicana che produce in enorme volume, eppure riesce a mantenere uno standard di qualità eccellente, grazie al talento e alla passione di Joy. I nuovi prodotti, come d’altronde quelli già presenti in gamma, sono creati dalla stessa mano, eppure dimostrano caratteri e personalità propri, riconoscibili e determinanti”. E come se in bottiglie diverse vivessero personaggi variegati, in qualche modo distanti, ma tutti accomunati dal passato nella mente di un’artista, dal presente nelle parole raccontate e dal futuro nei ricordi di chi assaggerà. 

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Poi il plot twist, il colpo di scena che serviva per elevare un volume già strepitoso a edizione introvabile: la seconda new entry, Black River Cask 15 anni, dedicato al fiume che dà linfa alla distilleria. Lo snodo fondamentale, il graffio dell’autrice che pennella una frase in più è rende perfetto il suo lavoro: “Un trionfo di bevibilità, la presenza alcolica si nasconde nelle tipologie di marks scelti per il blend”. Uno scrigno di cioccolata, meringhe, eleganza e morbidezza dei terziari. Fino alle ultime righe, l’epilogo che è lì da sempre e che chiunque vorrebbe leggere ancora, e ancora: Nassau Valley Cask 21 anni, il timbro sul capolavoro, una conclusione perfetta di mandorle e tabacco, “simbolo della lungimiranza di Appleton Estate, che decise di salvaguardare le botti migliori per un blend senza paragoni”. Più che un finale, è l’inizio di una nuova meravigliosa storia. 

*Il Mai Tai, grande classico della miscelazione Tiki, trova nelle nuove referenze di Appleton Estate una sua moderna reinterpretazione. La versione originale di Trader Vic, datata 1944, prevedeva una base di rum giamaicano invecchiato: questa nuova proposta contempla due nuovi protagonisti: il Reserve 8 anni e il Rare Cask 12 anni, che con la loro profonda aromaticità regalano al drink un bilanciamento perfetto tra intense note speziate, morbide e fruttate. 

La ricetta, bilanciata seguendo i moderni paramenti del gusto, rispetta l’ispirazione di Trader Vic, che utilizzò i rum di quella che oggi è casa Appleton Estate. 

Appleton Mai Tai 

30ml Appleton Estate Reserve 8 anni 

30ml Appleton Estate Rare Cask 12 anni 

15ml Grand Marnier 

22,5ml Succo di lime 

15ml Orzata 

1 barspoon Sciroppo di Zucchero 

Tecnica: Shake&Strain con ghiaccio tritato Garnish: Spicchio di lime e rametto di menta 

 

Articolo a cura di Carlo Carnevale

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