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Campari riparte da Firenze

Ricominciare. Ripartire. Parole sulla bocca di tutti per tanti mesi, a cui però si possono dare vari significati. Il 2019 è stato un anno speciale per Campari, legato in maniera indissolubile con Firenze. Un’intera città tinta di rosso per festeggiare il centenario di un cocktail (il Negroni) che non potrebbe esistere senza il bitter per antonomasia, l’unico ingrediente certo che lo ha accompagnato senza sostituti per un secolo. Ma come un computer che fa un aggiornamento, arrivati al 100 (per cento) c’è stato un breve momento di stallo negli eventi. I motivi li conosciamo tutti, ma ci piace immaginare che sia stata solo una lunga rincorsa per poi ripartire ancora più forti, ancora più aggiornati. Quelle che sembrano metafore informatiche sono in realtà concetti tangibili. In questi mesi abbiamo imparato l’importanza del Web, le sue enormi potenzialità, le interconnessioni ed il suo ruolo nell’aggiornamento professionale. Oggi che finalmente il mondo può riaprirsi verso l’esterno, il bartending italiano ha deciso di farlo proprio da Firenze, e dalla Florence Cocktail Week, giunta alla quinta edizione, ed ormai vero e proprio punto di riferimento a livello nazionale.

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Una manifestazione che per definizione mette al centro della scena i bar (più di 100 quelli coinvolti, tra i 40 fiorentini ed i 70 toscani) ed i bartender, valori che da sempre contraddistinguono anche l’Academy. Le rive dell’Arno saranno il palcoscenico ideale per presentare le grandi novità di questo 2020: Nel caso di Campari, in primo luogo il nuovo sito, ovvero questo, in cui sarà possibile scoprire l’Accademia dell’Eccellenza del mondo del bartending. Un laboratorio di ricerca e di innovazione dove il talento viene ispirato, coltivato e perfezionato, un centro di formazione dove la passione è alla base di ogni progresso, un programma di “Masters of Excellence” (diventato, non a caso, anche il claim del brand), ma non solo: ricco il calendario d’eventi che spazia dalla cultura (con la presentazione del libro Anthologin) al divertimento (con le guest sparse per la città).

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Ma in periodi come questo, superate le lotte tra Guelfi e Ghibellini (e dove se non a Firenze?) finalmente ci scopriamo come una grande famiglia, quella della Bar Industry, che va oltre alle fazioni cittadine ed aziendali, per compattarsi intorno ad un bancone per mandare segnali positivi di ripartenza. Florence Cocktail Week è l’occasione per riscoprirci amanti della liquoristica e della distillazione italiana (da ormai tre anni Ri-Esco a Bere italiano è uno spazio interno della manifestazione che dà voce ai piccoli produttori e gli permette di farsi conoscere), così come megafono per la voce italiana all’estero (ripartirà da qui anche World Class di Diageo). Sotto lo stesso cielo ci sarà spazio per gli analcolici di Bevande Futuriste e per le nuove distillerie italiane come Winestillery, per l’innovazione del Gin Noon e per la riscoperta della tradizione di Santoni, oltre che spazio per scoprire le novità di grandi aziende multiazionali e opifici locali.

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Tanta la voglia di fare cultura, con teatro, libri, cene e masterclass, e di coinvolgere nuovi mondi, con le cene “Dinning with the Spirits” che saranno presenti in tantissimi ristoranti fine dining della città.

Quest’anno ci sarà Roma e ci sarà Milano, ci sarà l’Italia, finalmente libera e riunita, consapevole delle proprie capacità e del proprio fascino internazionale. Ci saranno tutti, ci sarete anche voi, fisicamente o sul Web, che ormai ci rende possibile annullare le distanze. Firenze c’è, Campari c’è, da qui riparte il bartending italiano, e questo (ne siamo sicuri) è solo l’inizio!

Federico Bellanca

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